“L’audiolibro e il lettore. Il valore di una voce sapiente” è il titolo che AEDA (Associazione Editori di Audiolibri) ha deciso di dare all’incontro che si è tenuto lunedì 17 maggio all’interno della XXIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un incontro dedicato alla professionalità delle voci, tema fondamentale per chi realizza audiolibri.
Coordinato come lo scorso anno da Anna Ardissone, direttrice di Bookshop Italia, il dibattito si è svolto all’insegna della positività. L’incremento delle vendite registrato nei primi mesi del 2010 e il raddoppio degli associati AEDA, che ad oggi sono sei (Emons audiolibri, Full Color Sound, il Narratore audiolibri, Alfaudiobook audiolibri, Verdechiaro edizioni, Good Mood edizioni sonore) rendono possibile sperare che l’audiolibro stia uscendo dalla ‘fisiologica’ fase di diffidenza, che peraltro ha dovuto scontare anche nella realtà anglosassone, per affermarsi come prodotto autonomo, capace di far apprezzare la dimensione sonora e scelto per questo soprattutto dai lettori forti.
Dopo la sua introduzione hanno preso la parola i rappresentanti delle sei case editrici.
Prima ad intervenire è stata Cristiana Giacometti, fondatrice de il Narratore audiolibri e presidente di AEDA, che ha messo in luce quanto sia importante che la voce che porge il testo, di qualsivoglia genere letterario, sia una voce sapiente, che sappia emozionare e aggiungere significato a quella che, per il pubblico italiano, può ancora dirsi un’esperienza nuova.
Fabio Bezzi, di Alfaudiobook, grazie al suo background come attore di teatro, è la voce nei primi titoli proposti dalla sua giovane casa editrice, fondata lo scorso anno insieme a Luca Vittori. Il successo incontrato dalla loro collana di Fiabe lo ha portato ad evidenziare come l’ascolto, lungi dal porsi in antitesi con la lettura, possa portare i bambini ad avvicinarsi in modo giocoso e piacevole ai libri, collocandosi anche in momenti impensati ed inediti. Per un ascoltatore adulto questi momenti possono essere per esempio gli spostamenti in macchina o in treno o in aereo: la sua esperienza personale di un viaggio Milano-Roma, trascorso ascoltando un audiolibro, gli ha permesso di conoscere ed apprezzare un libro in più, non uno in meno.
Verdechiaro edizioni, editore di libri sulla spiritualità e la ricerca interiore, ha recentemente inaugurato una collana di audiolibri, con lo scopo di estendere la fruizione di questo tipo di testi anche a chi abitualmente non legge, come ha affermato l’editrice Sonia Borghi. Il celebre attore di teatro e di televisione Enzo Decaro, che degli audiolibri di Verdechiaro è voce narrante, vede in essi un tramite per la ricerca interiore: l’ascolto viene elaborato dalla parte destra del cervello, permettendo così di far passare meglio le idee e le intuizioni contenute nei grandi testi classici. Un ritorno all’antico e formidabile senso dell’ascolto per “vedere” e "sentire" davvero le cose. Nel suo intervento sono emerse anche alcune delle criticità ben note agli editori di audiolibri, come la spinosa questione della concessione dei diritti da parte degli editori tradizionali.
Ironicamente critico nei confronti dei grandi editori che si affacciano al mondo dell’audiolibro è stato anche l’intervento di Romeo Filippi, portavoce della romana Full Color Sound, che affida la lettura dei suoi audio-racconti alle voci di attori noti accompagnati da una narrazione parallela della musica in background. Secondo lui, paradossalmente, gli audiolibri di minore qualità sono proprio quelli prodotti e offerti da coloro che avrebbero i mezzi economici per produrli meglio, e cioè i grandi editori; grandi nomi ai quali non mancano certo le capacità di investimento, ma che sembrano invece subordinare tutto alla necessità di farsi spazio nel mercato a discapito di tutti gli altri. Così sostiene anche Piero Rocchi, direttore della Scuola Librai di Orvieto, che, partito da una posizione di forte pregiudizio nei confronti degli audiolibri, si è piacevolmente ricreduto. Il libraio è la figura che si pone come tramite tra editore e lettore (o ascoltatore, in questo caso), e la sua pragmatica testimonianza è un prezioso punto di vista sulla realtà. Accanto al discorso squisitamente culturale, nel quale ha evidenziato come alla qualità dell’offerta sia legata la crescita della domanda, ha messo in risalto come sia imprenditorialmente sbagliato e ottuso, da parte dei librai, ritenere che gli audiolibri siano prodotti di nicchia, o di “serie B”.
Del resto, come ha messo in luce anche Flavia Gentili di Emons audiolibri, libri e audiolibri sono prodotti diversi e non confliggenti, tanto da “andare a braccetto”, come dimostra la realtà anglosassone, importante punto di riferimento. Gli audiolibri di Emons sono letti perlopiù dalle voci degli autori stessi, che nella lettura ad alta voce si svelano e leggendosi offrono anche al pubblico una rilettura della loro opera, caricandola di un’intangibile ma percettibile valore aggiunto. Pur facendo molta fatica davanti al microfono, gli autori si emozionano, si arrabbiano, si commuovono, creando un rapporto stretto con il testo. Sandro Veronesi, che per Emons ha letto il suo “Caos Calmo”, dall’esperienza ha tratto la conclusione che ogni autore dovrebbe leggersi e rileggersi ad alta voce, e Andrea Camilleri (che ha recentemente letto “Il nipote del Negus”, uscito – primo caso in Italia - in audiolibro contemporaneamente con il libro, per l'editore Sellerio) passa tutto ciò che scrive al vaglio della lettura ad alta voce e sostiene che se ciò che ha scritto non suona bene, non è musicale, ecco che è pronto a riscriverlo.
Anche alcuni tra gli attori che hanno prestato la loro voce hanno vissuto, chiusi nello studio di registrazione, soli con il testo, un’esperienza nuova ed emozionante.
Impressioni confermate da due attori che hanno lavorato con il Narratore, Eleonora Calamita e Lino Spadaro. La prima, che grazie alla sua voce frizzante e gioiosa è stata narratrice di diversi audiolibri destinati ai ragazzi, ha sottolineato come la lettura ad alta voce possa far appassionare i più piccoli ai libri, facendo loro scoprire la magia che questi contengono, e che può essere svelata attraverso una lettura piacevole. Lino Spadaro, consumato attore di teatro, alla sua prima esperienza come lettore di audiolibri, ha messo in risalto la differenza che esiste rispetto alla recitazione e al radiodramma, e quanto sia perciò importante non insistere troppo con l’interpretazione, ha anche posto l’accento sulla lunga preparazione, tecnica e analitica, che precede la lettura e che è essenziale per rendere il più fedelmente possibile il pensiero dell’autore. La formazione degli attori per la lettura degli audiolibri, tanto complessa e delicata, è ancora tutta da progettare. Professionalità che si creeranno, come sostiene Cristiana Giacometti, di pari passo con la crescita del mercato e dei titoli.
E numerosi sono i segnali che fanno ben sperare: la visibilità della letteratura da ascoltare è aumentata, tanto che da qualche tempo anche una testata nazionale come Il Corriere della Sera ha introdotto una piccola rubrica sugli audiolibri, curata dal giovane giornalista Alessandro Beretta.
A distanza di un anno dal primo incontro dell’AEDA, gli aspetti positivi e le proposte sembrano superare di gran lunga le criticità e le difficoltà. E nell’attesa che l’audiolibro maturi al punto tale da permettere agli editori di farsi la “sana e spietata concorrenza “ auspicata da Enzo Decaro, si può affermare senza rischiare di essere banali che l’Associazione Editori Audiolibri è la dimostrazione che l’unione può fare la forza.
di Mara Pizzocchero






